Questione di Stilogiunti_editore978-88-0988-697-197888098869712019-06-26Italian (Italy)224Softcover
Questione di Stilo
- 2019
- first published
- Italian
- language
- 1
- edition
- 224
- pages
Torino, 1919. « Signor Levi, le propongo un affare fantastico: perché non fabbrica anche lei penne stilografiche a Torino?». Un giovane ragioniere intraprendente guarda dritto negli occhi un noto industriale tessile di Torino, Isaia Levi. L’imprenditore è intrigato dalla proposta del giovanotto che gli sta davanti. Se Torino è nota per aver dato i natali al Regno e se è famosa per le sue pasticcerie, il cioccolato, l’industria automobilistica e quella tessile, non potrebbe diventare la “capitale” della penna stilografica? Qualche giorno dopo comincia l’avventura: « Buongiorno, devo registrare una nuova società». Il funzionario della Camera di Commercio solleva lo sguardo dalle carte e stringe le labbra in segno di considerazione: « Nome della società?». « Fabbrica italiana di penne a serbatoio Aurora». Torino, 1889. Un certo Cesare Verona importa in Italia le prime macchine per scrivere di produzione americana Remington. La sua attività comincia in pieno centro a Torino, a una quindicina di minuti a piedi dal luogo in cui sorgerà la fabbrica dell’Aurora. Cesare Verona è il mio bisnonno e io, che porto il suo nome, sono attualmente il quarto patron di Aurora, divenuta la più importante fabbrica italiana di penne stilografiche. È andata così. In questo incrocio “siderale” tra macchine per scrivere e penne stilografiche c’è tutto il paradosso di una storia che ha compiuto ben cento anni. Tutta da… leggere, ora che l’ho scritta per voi. Cesare Verona
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