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Cosa farò da piccolo1 / 1
Edition · 2018-12-04 · Hardcover

Cosa farò da piccolo

LGLuca Goldoni
2018
year of publication
192
pages
Italian (Italy)
language
Hardcover
cover
Publisher
Mondadori
ISBN-13
978-88-0470-868-1
EAN
9788804708681
Publication date
2018-12-04
Book
Cosa farò da piccolo · 1 edition
The publisher on this edition

“Come si sa, l’uomo è il più infelice fra gli esseri viventi, perché ha coscienza anche della morte. Lo sa pure da giovane, ma non collega l’evento alla sua sorte personale… È invecchiando che il nostro si scopre all’improvviso ‘zavorra’ per i bilanci dello Stato, ‘soggetto a rischio’ per gli agenti delle assicurazioni che lo valutano brutalmente come un’auto usata: quanti chilometri ha? Che aspettativa di vita ha? E allora si sorprende ad amare svisceratamente il suo scampolo di esistenza.” “La mia gioventù in sintesi? Bombe, morte, fame, freddo. Però immense emozioni: la pace, le prime notti a luce accesa ballando il boogie, la libertà, cioè andare in piazza a gridare ‘Io sono contro’. E una grande serenità dovuta al fatto che non esistevano smartphone, video, web, ovvero gli elementi che oggi possono trasformare tanti bulli in feroci criminali.” “In Italia predomina questo tipo di galateo: stai conversando in strada con un amico che a un tratto avverte la suoneria (o vibrazione) del suo smartphone e subito, senza scusarsi, tronca la conversazione e si mette a parlare con l’altro. Da noi, l’interlocutore lontano ha la precedenza su quello presente.” Luca Goldoni ha da sempre un occhio critico sui suoi connazionali e una capacità sublime di prenderne in giro i comportamenti. Oggi, in più, ha la sapienza che gli deriva dall’aver vissuto tutta la storia italiana del dopoguerra. Sempre con uno sguardo bonario ma impietoso sui comportamenti individuali e collettivi, e con una scrittura da umorista di razza. Cosa farò da piccolo – libro ironico e autoironico, a partire dal titolo – è il ritratto crudele, spesso esilarante, dell’Italia di oggi. Ed è un confronto con l’Italia di ieri. Per dimostrare non che “allora si stava meglio”, ma che in realtà niente è cambiato, e gli italiani si continueranno a barcamenare tra i loro storici difetti.